Le stampanti in ufficio: conviene il noleggio o l’acquisto?

Non avere sotto controllo le spese legate all’utilizzo delle macchine per ufficio, per gli interventi di assistenza tecnica, per materiali di consumo, rischiano di farti sostenere costi elevati e non previsti. Dimenticati dei problemi di funzionamento e del rischio di dover interrompere le tue attività quotidiane! Scopri l’importanza di poter usufruire del servizio di noleggio stampanti. Se ti stai chiedendo se conviene di più il noleggio o l’acquisto, la risposta è abbastanza chiara.

Con il noleggio stampanti verona il canone mensile è commisurato all’effettivo utilizzo del bene e dei servizi integrati di assistenza tecnica comprensiva di un numero di copie al mese. Include inoltre la fornitura di tutti i materiali di consumo e ricambi oltre all’assistenza on site nelle 4/6 ore. I canoni di noleggio stampanti vengono considerati come un puro costo operativo di servizi e quindi sono interamente deducibili dalle imposte, IVA compresa. Grazie alla pianificazione finanziaria sarà possibile avere costi certi e programmati per tutta la durata del contratto del noleggio.

Non vi è quindi immobilizzazione di capitali che possono essere impiegati per altri investimenti. L’utilizzatore ha la disponibilità del bene per un periodo di tempo (36/48/60 mesi) a seconda delle proprie esigenze. Installazione e formazione sono incluse nel noleggio stampanti. Con il servizio si hanno tutti i benefici dell’utilizzo, senza alcun investimento iniziale e senza nessuna preoccupazione riguardo al suo funzionamento e manutenzione.

Inoltre è inclusa l’assistenza tecnica, effettuata da tecnici qualificati e certificati, che viene garantita in tempi rapidi perché, in caso di necessità, riceviamo direttamente un allarme dal sistema di monitoraggio che ci consente di intervenire tempestivamente. Con eguale modalità, riceviamo la telelettura dei contatori di stampa e monitoriamo l’esaurimento dei toner per fornirti il toner di ricambio prima che sia terminato. Viene garantito un pronto intervento entro 8 ore, ma il tempo medio standard di intervento è di 4 ore. 

L’usato? Oggi lo porti a casa con rate da 100 euro

Fino a qualche tempo fa acquistare una vettura usata non pagando in contanti era semplicemente fantascienza: i rivenditori non avevano le risorse per garantire al cliente un pagamento dilazionato e non avevano neanche gli strumenti per valutare l’affidabilità.

Il pagamento dilazionato e rateizzato era dunque un’esclusiva per chi conosceva il rivenditore, disposto a fidarsi soltanto appunto di chi fosse nel suo più stretto cerchio di conoscenze.

Oggi le cose sono finalmente cambiate e tra le diverse promozioni troviamo anche finanziamenti agevolati auto usate, disponibili per tutti quelli che possono dimostrare di avere un reddito fisso, seppur minimo.

E così l’usato diventa pari al nuovo, anche per quanto riguarda i metodi di pagamento.

Mai più rivolgersi alla banca: i finanziamenti offerti sull’usato sono a tasso agevolato

Fino a qualche tempo fa l’unica alternativa era quella di rivolgersi al proprio istituto di credito e chiedere accesso al credito di consumo, una tipologia di credito dai tassi di interesse estremamente alti e che rendeva l’acquisto di una vettura usata particolarmente esoso, con tassi TAN e TAEG che potevano superare anche il 10%.

Oggi le cose stanno, per fortuna per l’automobilista, diversamente: i finanziamenti concessi sull’usato godono delle stesse proprietà di quelli che vengono concessi sul nuovo, tassi inclusi. Si possono avere dunque formule con un tasso di interesse estremamente basso e con rate contenute, anche nel caso in cui il mezzo scelto dovesse essere particolarmente caro.

L’usato è oggi ancora più conveniente, spesso più del nuovo

A queste condizioni acquistare usato diventa molto più conveniente: siamo infatti davanti ad un mercato che è in grado di offrire, finalmente, le stesse condizioni che vengono offerte sul nuovo, sia per quanto riguarda le garanzie sul funzionamento del mezzo, sia per quanto riguarda le questioni accessorie, come potrebbe essere nel caso appunto del finanziamento per il pagamento.

Tante sorprese per chi non si avvicina da anni al mondo dell’usato e lo aveva magari scartato a prescindere prima di scegliere la sua nuova auto.

Usato si può, e spesso è molto più conveniente, economicamente e non, del nuovo. Prima di acquistare la tua prossima vettura, pensaci approfonditamente: potresti fare un affare incredibile proprio rivolgendoti al mercato dell’usato e… pagando a rate con costi estremamente ridotti, proprio come avviene per le offerte a tasso zero o quasi riservate per l’usato.

Il commercialista del lavoro: l’evoluzione del mestiere di commercialista

Tradizionalmente, la figura del commercialista è sempre stata vista come il professionista della contabilità e il responsabile per i controlli, i servizi fiscali e di ragioneria. Ma così come l’economia globale si è evoluta, anche questa professione è progredita in un percorso di carriera non più fatto di sola contabilità, ma includendo specializzazioni come le consultazioni, indagini penali, processi internazionali, consulenza del lavoro e persino economia ambientale e digitale.

Il commercialista del futuro è il commercialista del lavoro che guarda oltre il 730. E punta a sbarcare su mercati meno tradizionali e più inesplorati per la professione: dalla consulenza in materia di lavoro o in ambito immobiliare al terzo settore, dal no profit all’internazionalizzazione fino alla prevenzione delle crisi d’impresa. Addio, quindi, al professionista identificato solo come l’esperto del fisco e delle tasse, perché il commercialista del lavoro guarda oltre e si ritaglia nuove specializzazioni, legittimate anche da una formazione ad hoc.

Va in questa direzione infatti il progetto del Consiglio nazionale di categoria finalizzato alla creazione delle Scuole di Alta formazione che nel tempo possano anche rilasciare i titoli di specializzazione riconosciuti per legge. Le Saf completeranno il quadro dell’offerta formativa per i commercialisti, puntando a definire i caratteri tecnico – culturali della professione del futuro. Non solo, perché intenzione del Consiglio nazionale è quella di avviare il percorso per il riconoscimento a livello legislativo dei titoli di specializzazione, all’interno della legge sull’ordinamento professionale.

Nello specifico, le funzioni svolte dal vasto numero di professionisti che lavorano per le imprese sono spesso dimenticate e non ben comprese. L’esercizio di consulenza costituisce una delle possibili aree di attività professionale che il commercialista del lavoro può liberamente intraprendere, perché da sempre rientra nelle sue competenze con l’unico obbligo di darne comunicazione al Servizio Ispezione del Lavoro della D.T.L. delle province nel cui ambito intende svolgere l’attività. 

Per maggiori info visita il sito: http://www.russo-studio.it/?i=commercialista-del-lavoro

Le investigazioni digitali

A seguito del graduale abbandono dei tradizionali strumenti cartacei in favore di computer e dispositivi elettronici, per le aziende è diventato sempre più complesso tutelare la proprietà intellettuale, indagare su frodi interne e salvaguardare la sicurezza aziendale da minacce esterne. In questo senso si rivelano molto utili le investigazioni digitali.

Queste tipologie di investigazioni consistono nell’applicazione di metodologie, normative, strumenti dell’informatica forense alla fase d’indagine che può essere anche stragiudiziale o su incarico in ambito di procedimenti giudiziari. Nell’ambito dell’investigazione digitale possono essere soggetti a esame tecnico computer, hard disk, cellulari, smartphone ma anche pendrive, dischi esterni, supporti ottici o informazioni presenti in rete come profili, pagine e gruppi Facebook, siti web, portali o gestionali, inclusi software e programmi che possono essere soggetti ad analisi per svariati motivi.

Grazie all’utilizzo di tecniche avanzate, gli investigatori specializzati nel settore informatico, sono in grado di recuperare informazioni in formato elettronico secondo metodologie tali da renderle utilizzabili in ambito legale, investigativo o per ogni altra attività volta all’accertamento dei fatti. A seguito delle investigazioni, è possibile stabilire se una prova è stata cancellata o modificata; viene analizzato il contenuto elettronico e pattern in internet ed email; vengono recuperati i dati cancellati e viene data una spiagazione ai metadati contenuti nei file recuperati.

Attraverso le investigazioni digitali, si possono recuperare da dispositivi di memorizzazione, anche informazioni che si è cercato di distruggere. Le indagini, condotte secondo le metodologie forensi, consentono dunque di individuare furti informatici di proprietà intellettuale e contraffazioni di merci o di smascherare concorrenti o dipendenti sleali, colpevoli di diffamazione su internet.

Le metodologie adottate garantiscono l’integrità delle prove raccolte, migliorandone il grado di ammissibilità in sede processuale. A seguito delle investigazioni, vengono confermati i risultati delle analisi forensi in sede processuale o collaborando insieme a consulenti esterni, nel caso in cui le parti di una controversia abbiano deciso di effettuare un unico esame dei dati.

Per maggiori informazioni visita il sito di Inside Agency – agenzia investigazioni roma

Professioni storiche: di cosa si occupa un fabbro?

Fabbro: un mestiere antichissimo

Il mestiere del fabbro è una professione davvero antichissima: c’è addirittura chi la fa risalire al Neolitico, quando l’uomo imparò a fondere il rame, dando così inizio, ben 8.000 anni fa (nel 6000 a.C.) all’età dei metalli. Infatti, già in epoca neolitica gli uomini avevano imparato a forgiare i primi rudimentali ma efficaci strumenti metallici, servendosi di forni che permettevano di raggiungere le temperature elevate necessarie a fondere e dunque modellare i metalli.  Al giorno d’oggi però, il lavoro del fabbro ha subìto un radicale cambiamento rispetto alle origini e si caratterizza per una maggior specializzazione in alcuni settori, tra cui spiccano quelli dei serramentisti o dei carpentieri, con cui il lavoro del fabbro ha numerosi punti in contatto, spiega Azienda Multiservice – fabbro milano.

 

Ma cosa fa un fabbro nei dettagli?

Il fabbro è un artigiano che si occupa prevalentemente di costruire e riparare oggetti in metallo come manufatti artistici, ringhiere, cancelli, corrimano, porte,scale, serrature. Crea oggetti di ferro oppure acciaio, tramite l’utilizzo di attrezzi a mano per martellare, curvare, tagliare o comunque dare forma al metallo quando questo si trova in uno stato non liquido. Solitamente il metallo viene riscaldato fino a farlo diventare incandescente, e successivamente sottoposto alla lavorazione di forgiatura. In pratica il materiale con il calore viene reso malleabile, ed in seguito deformato e plasmato in modo da fargli assumere la forma e le funzionalità desiderate. Questo tipo di lavorazione è stata una delle prime tecniche utilizzate per la lavorazione dei metalli.

 

Quali strumenti utilizza un fabbro?

Per lo svolgimento della sue attività quotidiane, il fabbro utilizza svariati strumenti, utensili e apparecchiature, come pinze e forme per la forgiatura, la pressa meccanica e la fornace, oltre agli immancabili incudine e martello che caratterizzano l’iconografia professionale del fabbro sin dalla notte dei tempi.

Pulizia dei pavimenti in legno

La pulizia dei pavimenti in legno padova e parquet deve essere eseguita con attenzione e delicatezza, evitando di utilizzare detergenti o altri prodotti che potrebbero rovinare il legno, a causa di un eccessivo contatto con l’acqua, con sostanze che potrebbero intaccarlo o con strumenti che potrebbero graffiarlo. Vediamo quindi come pulire i pavimenti in legno.

1. Panno in microfibra
Se i vostri pavimenti in legno non sono particolarmente sporchi, potrete evitare di adoperare detergenti ed utilizzare semplicemente un panno in microfibra leggermente inumidito. Immergete il panno in acqua tiepida e strizzatelo molto bene. Passatelo sul pavimento per raccogliere facilmente la polvere e sfregate un po’ di più per rimuovere eventuali macchie. Asciugate il pavimento passando un panno morbido e asciutto.

2. Detersivo per parquet all’aceto e sapone di Marsiglia
Se lo desiderate potrete preparare voi stessi un detersivo fai da te per i vostri pavimenti in legno. Basta versare in 4 litri d’acqua con 50 millilitri di aceto bianco e un cucchiaio di sapone di Marsiglia in scaglie. Utilizzate acqua tiepida e mescolate bene gli ingredienti in modo che il sapone si sciolga. Strizzate il panno il più possibile prima di passarlo sul pavimento.

3. Bicarbonato di sodio
Per rimuovere dal parquet eventuali segni e striature lasciati sulla sua superficie dalle scarpe, ricorrete al bicarbonato di sodio. Cospargete i punti critici con il bicarbonato e spruzzate su di essi una soluzione formata da acqua e aceto in parti uguali. Lasciate agire per qualche minuto e poi con uno strofinaccio eliminate i segni.

4. Tè verde
Per lucidare pavimenti in legno e parquet un ottimo prodotto è il tè verde. Preparate un normale infuso di tè verde utilizzandone una bustina per 500 millilitri d’acqua bollente. Lasciate raffreddare il liquido, rimuovete e strizzate la bustina. Adoperate l’infuso di tè per inumidire il panno con cui luciderete il pavimento.

I rifrattori acromatici, alcune considerazioni

I rifrattori acromatici

I rifrattori sono i più lunghi, più pesanti e più costosi da produrre dai comuni disegni del telescopio amatoriale. Tra i rifrattori acromatici, il tipo più comune e conveniente, utilizzano due obiettivi elementari fatti da corona e vetro di pietra focaia che non riescono a concentrare tutti e tre i colori primari di luce (blu, verde e rosso) allo stesso punto. Il risultato è che ottengono un risultato abbastanza buono a focalizzare la luce rossa e blu, le due estremità dello spettro visibile, ma la luce verde è leggermente fuori fuoco, creando quei piccoli alon fastidiosi intorno a oggetti luminosi come, ad esempio, i pianeti. Anche così, i rifrattori acromatici costano di più, spesso sostanzialmente più di riflettori newtoniani o telescopi catadiottrici di uguale apertura che non hanno problemi di frange di colore.

I rifrattori tripletti ad alta definizione ED e il triplice APO risolvono il problema di frange. Regnano supremi tra telescopi amatoriali, ma quanto si può effettivamente vedere con loro? Ad esempio, un assemblaggio di tubi ottici (OTA) di Stellarvue SV115T (triplo da 4,5 “APO, 800 mm focale). Un Celestron C6 (6” SCT, 1500 mm di lunghezza focale) offre circa la stessa capacità visiva. Abbiamo usato questi due telescopi fianco a fianco, quindi so che questo è un confronto valido. Il C6 è lungo 16 “e pesa 10 libbre, mentre il SV115T è lungo 21,5” e pesa 13 libbre. Indovinate quale telescopio è più facile da trasportare e gestire?

Okay, probabilmente stai pensando, ma come per la visualizzazione planetaria, per i quali i refrattori di fascia alta sono famosi? Forse lunghi lunghi focalini APO refrattori hanno un posto per chi utilizza i loro telescopi solo per visualizzare i pochi pianeti su cui possiamo vedere dettagli superficiali. Purtroppo, questi ambiti sono pochi e lontani, poiché la maggior parte degli refrattori APO oggi hanno lunghezze focali corte per una maggiore portabilità. In ogni caso, le applicazioni planetarie sono limitate.

Nel nostro sistema solare, solo il Sole, la Luna, Marte, Giove e Saturno forniscono qualsiasi dettaglio visibile della superficie. Venere e Mercurio sono dentro l’orbita della Terra e attraversano fasi come la nostra luna, ma è proprio alla portata dell’astronomo dilettante con un telescopio portatile fino a otto pollici in apertura chiara. I pianeti esterni sono troppo lontani da osservare attraverso rifrattori portatili; Sono visibili solo come macchie lontane.

Quanto guadagna un addetto data entry

In Italia il data entry è un’attività non così diffusa come invece accade nel resto del mondo. Questa mansione consiste nell’inserire i dati all’interno di un database, fogli di calcolo, siti internet o altri portali. Questa è una delle tante professioni che è possibile svolgere da casa, basta possedere solamente un computer ed una connessione internet. Fondamentalmente, le aziende vogliono indirizzare verso l’esterno il lavoro di data entry per tagliare i costi, diminuire i tempi di lavoro, in quanto non dispongono internamente di risorse proprie sufficienti allo svolgimento dei vari progetti. Ma quanto guadagna un addetto data entry?

Le tariffe sono varie e non fisse. In alcuni casi è il datore di lavoro a stabilire il prezzo da pagare per tale attività, in altre questa tariffa può essere concordata da entrambe le parti. Nel caso in cui si lavori come data entry milano attraverso dei portali per freelance, allora, probabilmente, si dovrà pagare una certa percentuale del ricavato anche al sito in questione. Normalmente, la figura del data entry viene spesso assunta a tempo determinato. Se si ottiene un incarico più duraturo, si potrebbe guadagnare online anche circa 16000 euro lordi annui, ovvero al pari di un impiegato.

Bisogna sempre tenere a mente che, anche quando si lavora in remoto, il datore di lavoro e lo stesso data entry, devono rispettare quanto stabilito in materia di sicurezza dal Decreto legislativo numero 626/1994 e dal Decreto ministeriale numero 244/2000. Questi decreti regolano il corretto uso dei videoterminali ed ogni società è tenuta a rispettare determinati requisiti sui luoghi di lavoro. Questi fanno riferimento all’ambiente, all’illuminazione, all’ergonomia, al monitor e tanto altro. Infatti non è un caso che professioni sedentarie, come quella di data entry, facilitino dei disturbi fisici da computer (oculari e visivi), e muscolo scheletrici (tendinite, sindrome del tunnel carpale, artrosi cervicale). Ecco che bisogna sempre adottare tutti gli accorgimenti del caso per lavorare bene, senza riportare alcun tipo di problematica fisica.

Come triplicare i risultati in fiera

Un singolo elemento di bilancio tipico di marketing b2b è la fiera e l’evento di marketing che in media pesca il 20% del budget totale per il marketing, secondo un recente studio di Forrester. E’ più grande di quello che si spende sul marketing digitale (13%), sul marketing dei contenuti (12%) o sui  siti web (8%).

Fatto giustificabile, dal momento che gli acquirenti aziendali valutano gli eventi fieristici come una fonte chiave di informazioni su nuovi prodotti e soluzioni. Secondo un recente studio di Bredin, le fiere e gli eventi sono la seconda fonte più citata per scoprire nuovi prodotti e reperire nuove informazioni sui fornitori – tra colleghi e colleghi – tra i proprietari di piccole e medie imprese.
Con questo tipo di investimento i marketers b2b farebbero bene a prestare particolare attenzione a tre importanti punti per migliorare la propria attività di commercializzazione.
Pre-mostrare le promozioni e i prodotti
Le fiere e le conferenze sono un elemento così potente del mix di marketing in primo luogo perché offrono un modo relativamente efficiente per condurre una conversazione faccia a faccia con clienti e potenziali clienti. Pensateci: il tuo pubblico di destinazione sta volando in una sola posizione, dove, per un periodo di diversi giorni, puoi avere una serie di incontri per dare inizio o approfondire un prezioso rapporto di lavoro.

Confronta questo con il tempo e il costo per far volare i tuoi venditori in tutto il mondo.
Ma per approfittare dell’opportunità, è necessario concentrarsi sul fatto che

1) Bisogna incontrare le persone giuste all’evento

2) Utilizzare ogni minuto del tempo per conversazioni produttive.

Ciò significa un grande lavoro pre-show, per impostare riunioni, guidare il traffico verso il tuo stand fiera o invitare i tuoi potenziali clienti ai tuoi incontri privati, come colazioni o feste.
Stranamente, i marketers sfruttano seriamente questa opzione altamente redditizia dedicando soltanto il 5% dei loro budget degli eventi per mostrare prima le promozioni.
I marketers dovrebbero perseguire due strategie di comunicazione pre-show:
1. Comunicazioni mirate ai partecipanti registrati. Estrarre i visitatori di alto potenziale tra i partecipanti alla manifestazione commerciale e incoraggiarli a visitare il tuo stand o impostare un appuntamento, usando email, posta e telefono in uscita.
2. Comunicazioni al tuo file di casa. Invita i tuoi clienti, i loro inquirenti e le loro prospettive a venire a contatto con te allo spettacolo. Se non intendono partecipare all’evento, il tuo invito li ricorda che stai esibendo e serve come parte utile di un flusso di comunicazione per la creazione di relazioni.

Strategie in-show
Molto è stato scritto su come sfruttare al meglio la posizione, il design e la segnaletica di uno stand in fiera. Ma alla mia mente, il punto più influente è il personale che popolerà il tuo stand. Questo è dove si svolgono quelle conversazioni d’affari importanti. Se queste interazioni vengono perse – o mal condotte – il ROI del tuo evento sarà negativo. Due aree chiave richiedono l’attenzione:
1. Formazione del personale. Potremmo pensare che i nostri commerciali, marketers e tecnici siano naturalmente adatti allo stand. Ma investendo un paio di migliaia di dollari in una formazione da parte di esperti può triplicare la loro produttività, ottenere più lead e più rapporti commerciali con il budget fisso che hai investito. In poche ore, il personale dello stand può essere addestrato a impegnarsi a trattare efficacemente con clienti e potenziali clienti a livelli che ti stupiranno.
2. Cattura di dati. Una semplice scansione badge non acquisirà il contenuto delle conversazioni che lo staff sta avendo con i prospect. Hanno bisogno di un modo veloce e intruso di registrare gli interessi del prospect e i prossimi passi, sia che sia uno strumento cartaceo o tablet per la cattura di dati.
Questo ci porta al punto finale ma non meno importante:

Follow up post show
Molto è stato scritto anche sull’importanza di un follow-up tempestivo e rilevante dopo un evento. Ma io farei un passo avanti. Dico che se non hai un processo di follow-up in atto presso la tua azienda, non dovresti prima partecipare a un evento commerciale e pubblicitario.
Ad eccezione dell’esempio raro di eventi o fiere in cui le merci vengono vendute sul posto, il tuo intero ricavo delle entrate sarà post-show. Assicurati che i tuoi processi di qualificazione e di preparazione siano pronti a ricevere l’afflusso di dati generati in occasione dell’evento e che i dati specializzati acquisiti dal personale dello stand possano essere elaborati nelle comunicazioni di follow-up per renderli pertinenti e professionali.
Con un focus su questi tre punti di leva, puoi portare il tuo evento di marketing a nuovi livelli di produttività.

4 cose da tenere a mente quando si cercano mobili su misura

Non c’è davvero un modo molto più frugale e favoloso per ottenere nuovi mobili attraverso un buon progetto di arredo fai da te! Trova un mobile con grandi linee, strutturalmente forte e si è pronti per andare al lavoro.
Stai pensando di fare un progetto di arredo fai da te? Ecco 5 consigli per aiutarvi a ottenere il progetto perfetto! Hai un progetto in mente?
Prima di iniziare a creare il vostro prossimo pezzo fai da te, è necessario capire cosa si vuole finire con o che tipo di arredamento che si desidera trasformare. Vuoi un nuovo comò? Avete bisogno di un nuovo stand TV? È necessario capire qual’è il vostro risultato finale desiderato in modo da sapere con che tipo di mobili su misura iniziare.
Trova un solido pezzo di arredamento
Per un buon progetto di mobili fai da te devi trovare un solido mobile in legno. Assicurati che sia in legno massello guardando il fondo del mobile. Se non è in legno massello, vedrete linee di cui il laminato si sovrappone al finto legno.
mobili in laminato non è ideale per la finitura, perché possono pelare facilmente e anche iniziare a bolla se diventa troppo uso. Queste sono cose che non possono essere facilmente risolti.
Cercare le linee graziose
Le linee di un mobile sono qualcosa che non si può cambiare. Così, quando cercate per il vostro prossimo progetto dei mobili fai da te, assicuratevi di prestare attenzione alle linee. Volete qualcosa di più moderno che ha linee più increspate e diritte? O volete qualcosa di vintage che ha un aspetto più curve?I vecchi pezzi d’epoca hanno molto più in dettaglio, che è davvero difficile da trovare in nuovi mobili.

Ottenere il giusto prezzo
Avere un bilancio in mente di ciò che si vuole spendere per il vostro mobile. Tenete a mente il costo delle forniture, carta vetrata, ferramenta, vernici, ecc
Il mio posto preferito per cercare mobili usati è su Craigslist. Non c’è davvero un altro posto dove si possono trovare tali offerte incredibili. Quasi ogni prezzo è trattabile! Le offerte che troverete molto probabilmente saranno meglio di qualsiasi prezzo che potreste trovare in un negozio dell’usato.

Si ringrazia per la collaborazione lo staff di: http://piransigfrido.it/showroom/